Tutti i colori del Carnevale

Il Carnevale è il periodo dell’anno cattolico/cristiano che precede il tempo della Quaresima.  E’ un periodo di festa, a volte esagerata, in vista della Quaresima che sarà invece un periodo più sobrio e di rinunce.  Costumi e maschere consentono alle persone di mettere da parte la loro individualità quotidiana e sperimentare un accresciuto senso di unità sociale. Il Tempo di Carnevale inizia  circa settanta giorni prima della Domenica di Pasqua : per il 2024 pertanto l’inizio del Carnevale è stato il 28/01/2024. Si chiude invece con il Martedì Grasso, il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri, e quest’anno sarà il 13 febbraio.

Eventi tipici del Carnevale sono parate e feste di strada.

In Trentino il carnevale rivoca antiche tradizioni e si ricollega ai riti della fecondità della terra, la quale doveva svegliarsi dopo il sonno invernale. E anche in antico, come oggi, questa ricorrenza è sempre stata legata all’allegria e al riso che allontanano il male, il lutto e la morte attraverso danze, burle e scherzi.

Il Carnevale per i trentini è un appuntamento importante e in alcune valli ci sono tradizioni antichissime: si festeggia un po’ ovunque, anche nei centri più piccoli e nelle valli meno frequentate. In mezzo a tutti questi eventi ci sono delle feste molto particolari.

 

Il nostro racconto prende le mosse dalla Val di Cembra

Un Carnevale tutto particolare si celebra a Grauno. Il protagonista è l’albero, il cui significato simbolico e propiziatorio risale al periodo precristiano. La fase centrale del Carnevale si svolge a partire dal sabato precedente il martedì grasso, quando un folto gruppo di persone armate degli strumenti del bosco si reca sul monte per abbattere la pianta già indicata in antico dal “saltàr”, oggi guardia forestale. Il martedì grasso il pino viene portato nella piazza principale e battezzato dall’ultimo sposo dell’anno con un rametto intinto nel vino. Tutti i compaesani lo trascinano poi fuori dal paese e lo piantano nella bùsa del carnevàl. All’imbrunire, al rintocco dell’Ave Maria, l’ultimo sposo dell’anno gli dà fuoco e la serata continua con musica e balli attorno al falò, mentre gli anziani formulano pronostici sull’annata osservando la direzione delle scintille.

 

 

Il Carnevale Ladino della Val di Fassa

In Val di Fassa il Carnevale Ladino è un evento molto suggestivo. Ha origine in un passato in cui la vita dipendeva dallo scorrere delle stagioni e la fine dell’inverno veniva festeggiata con feste rituali. Come per altri carnevali storici anche quello Ladino ha sempre rappresentato anche un rito di passaggio: l’ingresso nella società adulta dei giovani della comunità.

Il cuore del Carnevale è ad Alba e a Penia. Qui hanno luogo le tradizionali mascherèdes, dove i protagonisti sono il bufon, il laché e i marascons, impersonati dai coscritti e dagli scapoli dei paesi. Altre figure tipiche sono l’om dal bosch e il coscrit te ceston, che troviamo anche negli altri paesi della valle. Figure tipiche del paese di Moena sono gli arlechins e i lonc. Aspetto fondamentale del Carnevale fassano sono le faceres, le maschere di legno realizzate dagli scultori locali.

 

 

 

 

I matòci della Valfloriana

Tra i più attesi e tradizionali, sempre partecipato e coinvolgente (per quest’anno la comunità di Valfloriana, colpita da tragici avvenimenti, ha deciso di non celebrarlo) è il CARNAVALE DI VALFLORIANA. Le origini sono ignote. A renderlo particolare è il pellegrinaggio del matòci che dalla mattina fino all’imbrunire abbraccia tutte le frazioni del comune. I matòci indossano maschere lignee e abiti colorati, adornati di nastri e merletti. Annunciati dal suono dei campanacci legati ai fianchi, aprono il corteo carnevalesco e sono i primi ad arrivare in paese. Qui trovano la strada sbarrata da alcuni paesani che li sottopongono a strampalati quesiti per capire chi si nasconde dietro la maschera. Con grande abilità e destrezza, i matòci rispondono con battute spiritose e sagaci. Accanto a matoci ci sono gli arlechini, che danzano al suono della fisarmonica dei sonadori.

 

Carnevale asburgico

A febbraio, alcune località trentine festeggiano un carnevale molto particolare, sfilando per le strade di paesi e campagne con prestigiose carrozze che portano alla corte degli imperatori austro-ungarici.

Per diversi secoli l’area trentino-tirolese è stata parte di quell’impero e il ricordo delle visite degli Asburgo nei luoghi più belli del Trentino è rimasto vivo fino ad oggi, in parte documentato da quadri e vecchie fotografie.

Le sfilate più conosciute sono quelle di Pinzolo/Madonna di Campiglio e di Arco, nell’Alto Garda. Qui si respira un’aria mitteleuropea e maestosa, di feste e celebrazioni a corte, con le famose musiche classiche viennesi e i giri di valzer, vestiti della nobiltà e trucchi dei secoli passati, senza dimenticare i piatti principeschi preparati secondo le ricette originali.

Particolarità del Carnevale asburgico sono le date, che non coincidono con quelle del Carnevale, ma termina in tempo di Quaresima. Quest’anno si celebra dal 10 al 16 febbraio 2024.

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